4 marzo 2017

Il bene che ti porto nel mio corpo di cuore piangente
somiglia al vento oggi
la tempesta alle prime
luci come se non fosse abbastanza
giocarsi il veleno buono in un terno speranza di latte
piango
il giorno che non mi appartiene.

*

E in quel muto discorso attraversavamo l’infanzia: un gioco di bimbi che si rincorrono sul prato d’erba incolta: le braccia allargate per raggiungere la cima più alta di un cielo sbocciato di fiori di cotone.
Nel sogno, avevamo gli occhi belli.





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